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Il mondo in cui sono immersi i personaggi di Katie McGarry è un mondo profondamente immerso nella realtà. Reali sono i problemi, reali sono i personaggi, reali sono i sentimenti e la voglia di normalità che, in un modo o nell’altro, tutti condividono.

Noah ed Echo sono due ragazzi molto diversi tra loro. Noah è un drogato, o almeno questa è l’etichetta che si porta dietro da quando è arrivato nella scuola, che non fa niente per non sembrare uno da cui stare alla larga. Echo, invece, è la tipica bella ragazza di buona famiglia. Voti alti, amici perfetti, vita apparentemente perfetta.
Non potrebbero essere più diversi, eppure hanno qualcosa in comune: sono entrambi sotto la tutela dei Servizi Sociali e si trovano a dover passare del tempo insieme quando Mrs Collins, la nuova psichiatra della scuola, propone a Echo di dare ripetizioni a Noah.
Il ragazzo è tutt’altro che stupido, ma i segni delle ferite che si porta dietro lo spingono a nascondersi dietro un muro di sarcasmo, di maleducazione, di strafottenza e a cercare di dimenticare tutti i suoi guai con la droga.
Le ferite di Echo sono tutto un altro paio di maniche e, a differenza di quelle di Noah, sono ben visibili sulle sue braccia, anche se non ricorda il modo in cui se le è procurate e per questo motivo è additata da tutti come un mostro, una che si taglia, una che non ha rispetto per la propria vita.

Il loro rapporto nasce come una strana amicizia, che per lui è qualcosa di più sin dall’inizio, mentre per lei è qualcosa da cui stare alla larga, perché mina alla base tutto quello che sta cercando di riconquistare: la sua normalità.
Anche per Noah l’amore per Echo è qualcosa da cui fuggire, perché teme che amare qualcuno gli impedisca di raggiungere il suo obiettivo: avere la custodia dei fratellini naturali.
In un susseguirsi di eventi che rendono i due ragazzi sempre più consapevoli dei propri sentimenti e sempre più coscienti del fatto che non è possibile avere indietro il passato, che la vita va avanti e che bisogna guardare al futuro, Noah e Echo combatteranno insieme, fianco a fianco, per scoprire la verità dietro le cicatrici di Echo e riconquistare il rapporto con i fratellini di Noah.
Quello che troveranno è un nuovo inizio. Un inizio da affrontare insieme, mano nella mano, un passo alla volta, con l’attenzione ai dettagli che prima non avevano.

Mi è difficile fare un commento allo stile dell’autrice, perché, come ultimamente più spesso mi accade solo quando leggo in inglese, sono stata catturata nella storia, con l’ansia di arrivare in fondo e scoprire che fine avrebbero fatto i due protagonisti. Quello che ho potuto notare è la grandissima capacità di Katie McGarry nel coinvolgere il lettore nelle situazioni e nelle emozioni di tutti i personaggi. I dubbi di Echo, l’Amore di Noah, l’ansia di entrambi, il dolore, la paura, la gioia e l’allegria escono dalle pagine e rendono il lettore uno spettatore interno alla vicenda. La realtà che permea tutto il romanzo, inoltre, permette di immaginare situazioni, luoghi e personaggi come se fossero davvero in questo mondo e non solo su carta.

Il romanzo è autoconclusivo, anche se parte di una serie: i protagonisti degli altri romanzi sono dei personaggi che incontriamo già in questo primo volume.

In definitiva, consiglio vivamente il libro a chi ama le storie d’amore. Sul finale non mi pronuncio, perché è bene che lo scopriate da soli!

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3 risposte a Pushing The Limits -Recensione-

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