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Prima parte, barbaramente divisa in Italia, di Naamah’s Kiss, nuova trilogia nella meravigliosa Terre d’Ange; la penna è sempre la sua, quella della fantastica Jacqueline Carey.
La protagonista è Moirin, sangue misto, mezza Maghuinn Dhonn, mezza Angeline; nelle sue vene scorre il sangue degli stregoni orso di Alba, quello di Alais de La Courcel, di Conor mac Grainne e di Amarante di Namarre.
Moirin passa la sua infanzia in Alba, in uno stato di assoluto isolamento dal resto del mondo, con la sola compagnia della madre e del giovane Cillian che le farà scoprire la sua eredità angeline e la sua naturale predisposizione per le arti di Naamah.
Il destino di Moirin è confuso, interpretando un suggerimento della strega orso del suo popolo, parte quindi alla volta di Terre d’Ange alla ricerca del padre, sacerdote di Naamah.
La Carey da sicuramente il meglio di sé nel momento in cui i suoi protagonisti camminano per le strade di Città di Elua, tra il palazzo reale e la corte della notte, tra racconti leggendari su Phèdre, Joscelin, Imriel e il Signore dello stretto. È in questo ambiente che Moirin si imbatte in Raphael, medico/alchimista e amante della regina Jehanne, ex adepta di casa Cereo.


Tra i corridoi dell’Accademia di magia, tanto voluta da Imriel e Sidonie, Moirin si ritroverà a studiare con il maestro Lo Feng, proveniente dal territorio Ch’in, che le insegnerà a padroneggiare la sua magia.

Questa è solo una breve sinossi; amo la Carey in modo viscerale e, anche in questo caso, non mi ha delusa. Moirin è una protagonista fenomenale che non fa rimpiangere né Phèdre né Imriel, l’elemento magico è molto più presente rispetto alle altre due trilogie e i nuovi personaggi riescono nuovamente a trasportare il lettore direttamente nei salotti dei palazzi di Città di Elua.
I “vecchi” protagonisti sono spesso citati e, personalmente, ho trovato bellissimo il momento in cui Moirin balla con Balthasar Shahrizai, la scena ricorda il ballo di Mormion Shahrizai e Phèdre e, in un certo senso, uno di quelli di Imriel e Sidonie… ah, questi uomini di casa Shahrizai, mi fanno impazzire… Lo già detto che amo casa Shahrizai in modo imbarazzante?!
Libro assolutamente consigliato e dirò di più, se non avete mai letto Jacqueline Carey, secondo me, è proprio giunta l’ora di iniziare.

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2 risposte a Il Dono e il sacrificio -Recensione-

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